{"id":1098,"date":"2018-11-18T07:46:44","date_gmt":"2018-11-18T06:46:44","guid":{"rendered":"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/?p=1098"},"modified":"2018-11-18T07:46:44","modified_gmt":"2018-11-18T06:46:44","slug":"natzweiller-struthof-le-nostre-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/2018\/11\/natzweiller-struthof-le-nostre-riflessioni\/","title":{"rendered":"Natzweiller-Struthof: le nostre riflessioni"},"content":{"rendered":"<p>Un enorme cancello fatto di travi di legno e di filo spinato affiancato da una torre su cui si trovava una sentinella pronta, in qualunque momento, a fare fuoco; poi una recinzione di filo elettrificato. Questo \u00e8 l&#8217;ingresso del campo di concentramento di Natzweiller-Struthof in grado di far capire, a chiunque abbia intenzione di entrarvi, cosa hanno dovuto sopportare tutti i suoi 52000 prigionieri nei suoi tre anni di attivit\u00e0.<br \/>\nNonostante all&#8217;inizio fosse principalmente un campo di transito, successivamente divenne di sterminio. In esso morirono circa 22000 persone nelle camere a gas, a causa della fame, della fatica e dell&#8217;odio che solo l&#8217;essere umano riesce ad infliggere alla sua stessa razza.<br \/>\nIn memoria di tutti i deportati, nel 1964, fu edificato il Memoriale della Deportazione, costruito di fianco alle tombe dei resti dei prigionieri di Natzweiller. La sua vista fa riflettere molto su quanto essi abbiano sofferto, su come venissero trattati, su cosa avessero dovuto subire solo per cercare di scampare dalla morte e dalla crudelt\u00e0 dei nazisti.<br \/>\nProcedendo nella visita si giunge su un piazzale, vuoto, dove vi \u00e8 solamente un patibolo per l&#8217;impiccagione, pronto a punire chiunque non compia il proprio lavoro e a mostrare a tutti come appare un corpo morto appeso ad un cappio. Questo era ci\u00f2 che i prigionieri vedevano ogni interminabile giorno, per ore, mentre si faceva e rifaceva l&#8217;appello al freddo, sotto la pioggia, con qualunque condizione atmosferica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1099 alignright\" src=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ingresso-campo-300x201.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ingresso-campo-300x201.png 300w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ingresso-campo-768x514.png 768w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ingresso-campo-1024x685.png 1024w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ingresso-campo.png 1176w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Attualmente all&#8217;interno del campo solamente tre baracche sono rimaste integre e una di queste \u00e8 utilizzata come museo fotografico, ristrutturato poi nel 1980 a causa di un incendio provocato da dei neo-nazisti, l&#8217;ennesima prova che l&#8217;uomo anzich\u00e9 evolversi regredisce sempre pi\u00f9 comportandosi alla stregua di una bestia. Il museo riporta nomi, date, oggetti e storie che sono sempre state nascoste perch\u00e9 per molti era meglio non sapere cosa fosse successo o, meglio, non ricordare.<br \/>\nLa prima baracca ha al suo interno svariate stanze, principalmente bagni e celle minuscole in cui venivano rinchiusi i prigionieri che disobbedivano agli ordini. Queste celle anguste, munite di piccoli fori per il passaggio di luce e d&#8217;aria, rendevano la punizione un\u2019agonia sia fisica che psicologica per chiunque avesse la sfortuna di dover subire questa pena per un&#8217;intera giornata. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1100 alignright\" src=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Filo-spinato-208x300.png\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Filo-spinato-208x300.png 208w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Filo-spinato-768x1107.png 768w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Filo-spinato-710x1024.png 710w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Filo-spinato.png 1110w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/p>\n<p>La seconda baracca, invece, conteneva al suo interno il forno crematorio, strumento che, nonostante non sia in funzione da svariati anni, \u00e8 ancora in grado di far gelare il sangue alla sola vista, esattamente come quando svolgeva il suo terribile compito, specialmente se si pensa che il suo uso non era riservato solamente ai morti. Oltre a quella del forno \u00e8 presente anche un&#8217;altra stanza, quella per le urne cinerarie in cui le SS inserivano i resti dei prigionieri per venderli a prezzi altissimi ai relativi parenti oppure, se non erano richiesti, i resti venivano usati come concime.<br \/>\nGrazie ad autori come Boris Pahor, che ha vissuto in prima persona l&#8217;esperienza del campo di Natzweiller-Struthof, Primo Levi, Liliana Segre, persone che hanno avuto il coraggio di raccontare, di parlare, di ricordare cose che molti prigionieri volevano solo dimenticare, ognuno di noi ora sa cosa \u00e8 successo e cosa non dovr\u00e0 mai pi\u00f9 accadere, sa quanto una persona pu\u00f2 soffrire, quanto pu\u00f2 sentirsi repressa, distrutta interiormente, fino a diventare un numero che aspetta solamente la propria fine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1101\" src=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-deportazione-300x203.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-deportazione-300x203.png 300w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-deportazione.png 613w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Ambrosini A., Reggio J., Mastropasqua A., Kalo N. &#8211; 4BEI<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un enorme cancello fatto di travi di legno e di filo spinato affiancato da una torre su cui si trovava<\/p>\n","protected":false},"author":191,"featured_media":1101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[161,111],"tags":[170],"class_list":["post-1098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-istruzione","tag-viaggio-distruzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1098"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/191"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1098"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1102,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1098\/revisions\/1102"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}