{"id":1141,"date":"2019-11-05T18:00:17","date_gmt":"2019-11-05T17:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/?p=1141"},"modified":"2019-11-07T18:49:24","modified_gmt":"2019-11-07T17:49:24","slug":"studiare-per-conoscere-un-augurio-di-buon-anno-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/2019\/11\/studiare-per-conoscere-un-augurio-di-buon-anno-scolastico\/","title":{"rendered":"STUDIARE PER CONOSCERE! UN AUGURIO DI BUON ANNO SCOLASTICO!"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che sono entrato nell\u2019aula magna del Liceo Classico \u201cDante Alighieri\u201d di Ravenna, nell&#8217;afoso settembre del 1995, non ho potuto fare a meno di notare la scritta che, a caratteri cubitali, campeggiava sopra il banco destinato ai relatori: \u201cFELIX QUI POTUIT RERUM COGNOSCERE CAUSAS<a href=\"\/\/1F4705E6-0997-4ED5-90D1-D8EE0CAFC62D#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u201d. A quel tempo, da inesperto e <em>sbarbato<\/em> studente in procinto di iniziare la scuola superiore, mi colp\u00ec soprattutto la <em>solennit\u00e0<\/em> di quelle parole\u2026il significato profondo di quel concetto per\u00f2, lo avrei capito solo pi\u00f9 tardi negli anni. Posso dire ora, da insegnante ormai <em>navigato<\/em>, di aver compreso il senso di quello che faccio ogni giorno entrando in aula, proprio attraverso quelle parole di Virgilio. Il grande poeta latino infatti, ritiene <em>fortunato colui che ha potuto riconoscere la causa delle cose<\/em> e definisce <em>beato <\/em>chi <em>sa elevarsi oltre la mentalit\u00e0 e i pregiudizi del volgo, spaziando in un&#8217;atmosfera superiore<\/em>. La vera sapienza \u00e8 infatti definita da Virgilio in questo modo: <em>\u201cCognitio rei per causas<a href=\"\/\/1F4705E6-0997-4ED5-90D1-D8EE0CAFC62D#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>\u201d.\u00a0<\/em>Cosa inseguiamo ogni giorno durante le lezioni se non le possibili risposte ai nostri dubbi? Non \u00e8 forse lo scopo dello &#8220;stare&#8221; a scuola, sia per noi insegnanti che per gli alunni, conoscere la &#8220;causa delle cose&#8221;? Cosa ci spinge dunque a investire cos\u00ec tante energie nello studio e chi ci aiuter\u00e0 nella virgiliana ricerca della causa ultima del sapere? La risposta, con ogni probabilit\u00e0, soggiace ancora, da tempo immemore, nascosta dalle polveri del tempo e coperta da un sottile manto da disciogliere e disvelare, nella figura omerica di Ulisse, uomo dalle straordinarie capacit\u00e0 d&#8217;ingegno e alfiere della curiosit\u00e0 pi\u00f9 irrefrenabile, senza dubbio portatore sano di quella strabiliante &#8220;tecn\u00e8&#8221; propria dell&#8217;uomo sin dai tempi pi\u00f9 remoti che, senza accorgercene, viviamo e pratichiamo ogni giorno nel nostro caro istituto, per l&#8217;appunto, &#8220;tecnico&#8221;. Ulisse, cos\u00ec come noi, curioso si applica e costruisce, inventa, sperimenta, gioca, studia, ride e irride, cos\u00ec come ci si aspetta dall&#8217;uomo che ha fatto di s\u00e9 miglioria, che ha approfondito &#8220;la causa delle cose&#8221;. Cos\u00ec anche Dante, eterna e paterna guida, tanto da essere chiamato per nome da noi alunni e insegnanti, unica eccezione tra i pi\u00f9 austeri letterati fattisi &#8220;cognomi&#8221;, quali il titanico e cupo Alfieri o il ribelle guerriero dallo spirito mai domo Foscolo, ci guida in un sentiero per certo intricato, ma straordinariamente affascinante e ricco di veri talenti; bisogna addentrarsi a poco a poco nella selva oscura della curiosit\u00e0, magari iniziando con un facile romanzo proposto dal docente o chiedendosi perch\u00e9 tale soluzione tecnica sia meglio dell&#8217;altra. La scuola \u00e8 avventura tra i meandri del conoscere, \u00e8 un viaggio straordinario nella passione e nella mente dell&#8217;uomo, attraverso lo spazio siderale da incubo dei buchi neri, fino alla straordinaria policromia di luci della tecnologia digitale, passando per le navi di Colombo e la complessit\u00e0 di una infinitesimale molecola chimica. Nel costante bombardamento mediatico cui tutti siamo sottoposti, fatto di &#8220;fake news&#8221;, non ci dovr\u00e0 allora sconvolgere, nella nostra ricerca della &#8220;causa delle cose&#8221;, il sapere che anche il Sommo cadde in una malevola notizia, credendo con grande fiducia in uno dei pi\u00f9 grandi falsi della Storia! (chiedete delucidazioni ai vostri Prof! La fake news, come noterete \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo, quasi come l&#8217;Inquisizione Spagnola!). E&#8217; proprio lo studio dunque che, sostenendoci nello sviluppare un pensiero critico, ci aiuta a districarci nei gironi infernali della modernit\u00e0, a pensare, ragionare e a mettere in relazione le &#8220;cose&#8221; che ci circondano. Virgilio si sarebbe forse stupito di assistere al ripetersi del suo messaggio per bocca di un uomo oltre la modernit\u00e0, famoso per il marchio della mela &#8220;mozzicata&#8221; che, al cospetto degli studenti californiani, sostenne la necessit\u00e0 per l&#8217;uomo di essere sempre affamato di sapere. Auguro dunque a tutti un anno di dubbi, curiosit\u00e0 e domande, che non metta fine a quella voglia di &#8220;conoscere la causa delle cose&#8221; che il buon vecchio zio Virgilio cercava tra un albero di melograno e uno sguardo placidamente rivolto alla straordinaria bellezza dei nostri paesaggi. Abbiate cura delle piccole cose e cercate la passione per la conoscenza nelle minuzie e nei dettagli. Buon anno scolastico.<\/p>\n<p>Prof. Matteo Bendandi.<\/p>\n<p><a href=\"\/\/1F4705E6-0997-4ED5-90D1-D8EE0CAFC62D#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cfr. Publio Virgilio Marone, <em>Georgiche<\/em>, II, 489.<\/p>\n<p><a href=\"\/\/1F4705E6-0997-4ED5-90D1-D8EE0CAFC62D#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Tradotto in italiano: <em>\u201cConoscenza delle cose attraverso la causa\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che sono entrato nell\u2019aula magna del Liceo Classico \u201cDante Alighieri\u201d di Ravenna, nell&#8217;afoso settembre del 1995, non<\/p>\n","protected":false},"author":205,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1141","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/205"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1141"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1150,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141\/revisions\/1150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}