{"id":909,"date":"2016-11-23T10:10:32","date_gmt":"2016-11-23T09:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/?p=909"},"modified":"2016-11-23T10:10:32","modified_gmt":"2016-11-23T09:10:32","slug":"cenere-dolore-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/2016\/11\/cenere-dolore-ricordi\/","title":{"rendered":"Tra Cenere, Dolore e Ricordi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_910\" aria-describedby=\"caption-attachment-910\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20161013_095112.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-910 size-medium\" src=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.gov.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20161013_095112-225x300.jpg\" alt=\"Auschwitz - Fotografia scattata il 13 ottobre 2016 da Venturi Michela\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20161013_095112-225x300.jpg 225w, https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_20161013_095112.jpg 496w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-910\" class=\"wp-caption-text\">Auschwitz &#8211; Fotografia scattata il 13 ottobre 2016 da Venturi Michela<\/figcaption><\/figure>\n<p>Camminare sugli stessi passi di chi molto tempo prima \u00e8 stato l\u00ec, ma non per una semplice visita; entrare nelle baracche e immedesimarsi nelle disastrose condizioni di vita, salute ed igiene; visitare le rovine dove chi, durante la sua permanenza, ci ha lasciato la vita; e pensare che \u00e8 frutto dell\u2019uomo: \u00e8 triste, ma tutto questo e molto altro \u00e8 Auschwitz. Si pu\u00f2 definire come il pi\u00f9 grande cimitero a cielo aperto del mondo, ed \u00e8 solo visitandolo che si pu\u00f2 non dimenticare la storia passata. Un intero popolo sterminato, nessuno escluso, neppure i bambini, che anzi erano considerati un acerrimo nemico per la razza ariana. Illusi, maltrattati, soffocati e poi bruciati: era questa la strada se eri un Ebreo.<\/p>\n<p>Varcare l\u2019entrata che fino a qualche tempo prima si era vista solo nelle foto dei libri di storia, e visitare quei blocchi dove si \u00e8 potuto percorrere la storia di un intero popolo ridotto in fumo, ha creato in noi stupore, ma anche molto dolore.<\/p>\n<p>Auschwitz I, centro amministrativo di un\u2019intera strage. Era proprio varcando la porta con la scritta \u201cArbeit macht frei\u201d che si entrava nel campo di concentramento e si percorreva l\u2019agonia verso la morte. 28 blocchi dove circa 70\u00a0000 persone, per lo pi\u00f9 intellettuali polacchi, prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, furono uccise, nella camera a gas ricavata nell&#8217;obitorio del crematorio, se non morivano prima a causa delle impossibili condizioni di lavoro, colpiti dagli spari, per percosse, torture, malattie, fame ed esperimenti medici disumani. Il dolore che si attraversa visitando il campo e i blocchi, diventati museo per la testimonianza della Shoah, non \u00e8 comparabile a quello provato entrando a Birkenau.<\/p>\n<p>2,5* 2 km di campo di sterminio, nemmeno dalla torretta principale si riesce a vedere la fine all\u2019orizzonte, mentre chi ci \u00e8 passato la fine l\u2019ha vista e anche molto presto, due\/tre mesi al massimo poi ridotti in cenere. I prigionieri venivano trasportati fino all\u2019interno del campo da treni merce, senza finestre, senza posti comodi su cui sedersi, senza aria per vivere. Chi non moriva riusciva ad entrare e forse a passare la prima selezione, ritardando il passaggio all\u2019aldil\u00e0. Infatti, appena scesi dal treno venivano separati in uomini, donne e bambini, dove i pi\u00f9 deboli di questi, inconsapevoli del loro destino, attraversavano il campo per arrivare al di l\u00e0 del bosco dove sono situati i forni. Camminavano con disinvoltura, tranquillit\u00e0, la stessa con cui si cammina oggi per andare al lavoro o a scuola, magari stanchi dal viaggio ma fantasticando sul nuovo futuro, inconsapevoli che il loro fato era segnato e che a nemmeno un\u2019ora dall\u2019 arrivo sarebbero diventati cenere e parte integrante dei fumi di scarico delle ciminiere.<\/p>\n<p>Agghiaccianti gli sguardi che abbiamo notato sulle foto scattate a pochi minuti dalla morte, all\u2019interno del museo; agghiacciante Birkenau stesso, considerato da noi una vera macchina della morte, \u00e8 proprio come lo aspettavamo, come lo rappresentano nei film: filo spinato, blocchi decadenti e tanta tristezza che ci percorreva in tutto il corpo; agghiaccianti gli sguardi stupiti, impauriti e dubbiosi dei nostri compagni di viaggio che sembrava volessero dire: \u201c \u00e8 successo davvero?\u201d. Ebbene s\u00ec, \u00e8 successo davvero.<\/p>\n<p>Non bisogna dimenticare, non si pu\u00f2 scordare una tragedia cos\u00ec importante. Il viaggio che abbiamo compiuto, deve essere il fondamento da tramandare alle generazioni future, affinch\u00e9 non si ritorni di nuovo sugli stessi passi di chi ha escogitato tutto questo. La storia si pu\u00f2 ripetere, ma aver visto e \u00a0aver provato anche solo un miliardesimo del dolore\u00a0 provato in quelle condizioni estreme, ci fa capire che bisogna fare in modo che altre vite non vadano sprecate. \u00a0<strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita:<\/strong> <strong>da qualunque Paese tu venga, tu non sei un estraneo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oswi\u0119cim valgono di ammonimento:fa che il frutto orrendo dell&#8217;odio, di cui hai <\/strong><strong>visto qui le tracce,\u00a0<\/strong><strong>non dia nuovo seme, n\u00e8 domani n\u00e9 mai.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Primo Levi <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Camminare sugli stessi passi di chi molto tempo prima \u00e8 stato l\u00ec, ma non per una semplice visita; entrare nelle<\/p>\n","protected":false},"author":190,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[106,15],"tags":[165,166,164],"class_list":["post-909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni","category-vita-scolastica","tag-auschwitz","tag-ricordi","tag-shoah"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/190"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=909"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":918,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909\/revisions\/918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giornalino.itisravenna.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}